“Dopo la favola” di Alessia Iuliano

Conoscere la casa nella mente di una donna. Riflettere sull’origine, sul desiderio e domandare di tornare un’altra volta “un embrione poi creatura – non tua”. E allontanarsi da qualcuno, allontanarsi da qualcosa, seminando tracce di vita e poesia che si fanno luce fino “alla bianca bocca della luna”. Poi riprendere la propria via Lattea per tornare sulle coste dove nasce la purezza e la freschezza del suo verso – per scrivere e lasciare il proprio segno su diari di vento.

Le pagine de’ “Dopo la favola”  Carta Canta – I Passatori Collana diretta da Davide Rondoni (gennaio 2025) della poetessa Alessia Juliano, arrivano come i secchi d’acqua che i bambini riempiono e gettano sulla riva del mare. Scegliendo un linguaggio ricco di metafore e immagini, Juliano, al suo pensiero, dà  inizio mentre  la favola va a finire, consapevole che, il sole non può morire.

 

Tieni per te questa collana di lacrime

intere, intere le ho scucite dagli occhi

insieme alla caduta:

domando di tornare embrione

poi creatura, non tua

 

Coincidevamo con il destino

padre e figlia – sacrodono.

Ora a bruciare il mio nome

un altro nodo

 

Si è incastrato il verso

tra clavicola e trachea

non risale su per la gola

riduce lo spazio

di manovra e in questa vita

mi manca l’aria

tutto il vento meridionale

mi manca il mare

il vento e il mare

le onde della sera

fosse esatta la parola

come un bacio, viola aurora

 

Cantano tra la sera e la vertigine

dove sconfina il mare

dall’altra parte di questa scogliera

gli angeli

e il suono si propaga, si accorda al buio

che ho nel petto, che hai al centro

dove tramonta, ci incendia

nelle acque scema, non muore

non può morire

il sole

fenice di agosto, infiamma il giorno

la fine del mondo per come lo immaginiamo

ci chiede, senti, ci chiede attenzione

 

Denata Ndreca

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