Finalmente un po’ di chiarezza

di Giuseppe Moesch*

“Quando mi chiedete cosa è meglio fare ora dico che non ne ho idea, ma fate qualcosa.”

La frase virgolettata è stata pronunciata a Bruxelles dal professore Mario Draghi, ordinario di economia e politica monetaria, Finanziere, già Governatore della Banca d’Italia, Presidente della Banca Centrale Europea e da tecnico, Presidente del Consiglio Italiano per meriti, oltre agli altri prestigiosi incarichi accumulati nel tempo.

La dichiarazione sgombra il campo dalle attese messianiche che la fantomatica agenda aveva creato in un mondo di apprendisti stregoni, tutti pronti ad accogliere il salvifico taumaturgo.

La realtà ci ha detto quello che già sapevamo ovvero che la politica in Italia ed in Europa aveva abdicato al proprio potere in nome degli egoismi nazionali e delle piccole esigenze di bottega, rinunciando a svolgere le funzioni che le erano state assegnate dai padri fondatori.

La pseudo dicotomia destra sinistra si è nutrita di ideologie che hanno esasperato gli animi.
Dei bisogni della gente comune non interessa praticamente a nessuno se non nelle dichiarazioni quotidiane a favore di telecamere e di giornalisti compiacenti e in tutti gli Stati si assiste ad una marcata fuga dal voto nella diffusa convinzione che esso non serva a niente.
Sul fronte internazionale invece si assiste alla proliferazione di governi guidati con polso fermo da autocrati che hanno percepito la debolezza di un sistema di falsa democrazia ed hanno portato alla ricostruzione di regimi autoritari con i quali bisogna oggi fare i conti.

È inutile chiedersi perché l’Europa assiste impotente alla gestione delle crisi internazionali, tenuta fuori dalle centrali decisionali.

A fronte dei cinquanta Stati federali degli USA, che non aprono bocca su temi così complessi, delegando alla lotta politica interna la scelta di chi compattamente dovrà rappresentarli, assistiamo alla fantastica messa in scena di ventisette Stati europei i cui capi si riuniscono per non deliberare seriamente su nulla.

I vari assi che di volta in volta si formano sui vari temi sono solo il tentativo da parte di aspiranti leader maximi che sperano di passare alla storia attraverso lo strumento della sopraffazione economica.
In effetti i diversi vari tentativi di asse franco tedesco sono sotto gli occhi di tutti, i comportamenti dei ricchi stati del nord Europa nei confronti degli stati del sud è una inequivocabile dimostrazione della politica di rapina applicata nell’indifferenza generale dove il caso Grecia appare emblematico.

La somma delle spese di tutti gli Stati europei a sostegno dell’Ucraina è paragonabile o forse superiore a quella degli USA, ma essendo stata gestita singolarmente eon motivazioni ipocrite, nella speranza per tutti di poter rientrare dei costi attraverso gli investimenti per la ricostruzione, portano oggi ad essere ignorati come interlocutori per la pace.

L’equivoco comportamento nei confronti di Hamas e dei suoi dante causa ha ridato fiato all’antisemitismo mai totalmente estirpato, trasformato dei terroristi in eroi martiri di una libertà che consiste nell’estirpazione di Israele come Stato e nell’eliminazione fisica dei suoi abitanti.

In compenso abbiamo avallato in nome della libertà di mercato la produzione di leggi suicide caratterizzate da vincoli assurdi per compiacere masse di imbecilli che credono di salvare il mondo a mezzo del suicidio collettivo di un intero continente di fronte ai dettami della potente Cina, pensando ciascuno Stato di potersi salvare per poi ritrovarsi come la Germania sull’orlo del baratro.

Il caso dell’automotive è la prova più scottante di quanto sopra: in Europa si spinge verso l’elettrico rendendoci schiavi della tecnologia e delle materie prime cinesi, mentre gli USA permettono l’indifferenza delle scelte di consumatori favorendo il trasferimento delle fabbriche occidentali tradizionali smantellate in Europa con il conseguente licenziamento degli operai e la crisi di un intero settore.
Nobile obiettivo la salvezza del nostro pianeta dalla cosiddetta emergenza climatica, se quella che appare una delle normali ciclicità, ancorché aggravata dal contributo umano, non vedesse una percentuale minima attribuita all’Europa con valori percentuali pari a meno di un quinto rispetto all’India o di un terzo rispetto alla Cina.

Il crollo dell’economia europea comporterà il declino della nostra società e solo i grandi speculatori internazionali quali i nuovi guru della finanza alla Elon Musk continueranno ad arricchirsi ed a controllare il mondo occidentale.

La delega della politica alla finanza è una delle peggiori sciocchezze di questo inizio secolo.
È chiaro che non si sappia dare risposte da parte degli esperti di finanza quale che sia il loro curriculum. I finanzieri potranno fare arricchire gli speculatori ma solo la politica potrà opporsi ai nuovi monopolisti del potere mondiale.

 

*già Professore Ordinario presso l’Università degli Studi di Salerno

Giuseppe Moesch Giuseppe Moesch

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