Martedì Grasso, le Polpette di Carnevale

Oggi, 4 Marzo, è Martedì Grasso e si conclude ufficialmente  il Carnevale.  Il tutto risale all’Antica Roma quando questo giorno era legato a riti propiziatori, un momento di eccessi, baldoria, mascheramento in onore di divinità quali Saturno e Dioniso. Il mascheramento aveva la finalità di cancellare, almeno per un giorno le differenze sociali. Con il Medioevo la Chiesa fece coincidere il Carnevale con il giorno che precede la Quaresima, i 40 giorni di penitenza che precede la Pasqua.

Il Martedì Grasso è così chiamato perchè è il giorno in cui si consumano abbondanti pasti a base di carne; il nome  Carnevale, deriva appunto da “Carnem levare”, eliminare la carne.

Dunque a Carnevale sono tipiche le polpette, che verrebbero dalla  Persia: kofta (polpette tipiche del Medio Oriente), la parola persiana koofteh significa “carne pestata”. Dalla Persia, poi, si diffusero in tutto il Medio Oriente, e con l’occupazione araba della Persia i vinti conquistarono culturalmente i vincitori e le polpette si diffusero con tutto il mondo gastronomico  persiano!

Da qui a  Roma, Apicio  chiama le polpette esicia omentata, ma non sono altro che polpette fatte con vino rosso, bacche di mirto e garum, avvolte nell’omento (la rete di maiale). Mentre Maestro Martino nel “Libro de arte coquinaria” usa proprio la parola “polpette”: “Per fare polpette di carne de vitello o de altra bona carne, in prima togli de la carne magra de la cossa et tagliala in fette longhe et sottili et battile bene sopra un tagliero o tavola con la costa del coltello, et togli sale et finocchio pesto et ponilo sopra la ditta fetta di carne. Dapoi togli de petrosimolo, maiorana et de bon lardo et batti queste cose inseme con un poche de bone spetie, et distendile bene queste cose in la dicta fetta. Dapoi involtela inseme et polla nel speto accocere. Ma non la lassare troppo seccar al focho”.

Pellegrino Artusi ne “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” prima di proporre la sua ricetta (le polpette di lesso), fa una premessa inequivocabile: “Non crediate che io abbia la pretensione d’insegnarvi a far le polpette. Questo è un piatto che tutti lo sanno fare cominciando dal ciuco, il quale fu forse il primo a darne il modello al genere umano”.

Oggi, su salernonews24, la ricette delle polpette dello chef Marianna Sessa.

 

Chef Marianna Sessa

Ingredienti

Pane raffermo 200 gr
Carne macinata mista (vitello, carne macinata di maiale), 400gr
Uova intere 2
100 gr di Parmigiano grattugiato
50 gr di pecorino
Pinoli
Uva passa
Sale
Olio di semi per friggere
Procedimento
Ammollare il pane in acqua. Strizzarlo bene bene. Ammollare anche l’ uva passa. Strizzare anche l’uva passa.
In una ciotola mettiamo tutti gli ingredienti e mescoliamo bene e amalgamiamo il tutto.
Diamo delle forme sferiche all’impasto, quello classico delle polpette.
Consiglio di farle riposare almeno mezz’ora in frigo in modo da far compattare l’impasto e la crosticina  che poi si forma risulta più croccante.
In un pentolino alto mettiamo una quantità sufficiente di olio, in modo che le polpette vengano immerse completamente per una cottura uniforme.
Quando l’olio sarà ben caldo mettiamo le polpette, poche  per volta.
Le polpette dovrebbero essere gustate non troppo calde per sentire bene il sapore.
Alle  polpette consiglio  di abbinare un buon vino, un  buon Gragnano frizzante  in modo che le bollicine sgrassino la bocca dal fritt, lasciando la bocca pulita. Buon Appetito!
Claudia Izzo Claudia Izzo

Claudia Izzo

Giornalista dal 2005, Direttore di salernonews24.it, fonda e dirige campanialife.it, cetaranotizie.com. Presidente dell’Associazione Culturale Contaminazioni è ideatrice e organizzatrice del Premio Nazionale Aristeia e di iniziative culturali sul territorio nazionale. Già membro della Commissione Cultura dell’Ordine dei Giornalisti della Regione Campania per il triennio 22/24, è attualmente membro della Commissione Vigilanza. Docente di Giornalismo presso istituti scolastici. Ideatrice e conduttrice della rubrica Ex Libris sull’emittente RCS75. Già ghost writer per tre campagne elettorali, è ideatrice e curatrice del libro “La Primavera Fuori. 31 scritti al tempo del Coronavirus. (Il Pendolo di Foucault). Si occupa di comunicazione, storia, design e territorio.

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