I Fiori Di Cadillac e la “vieille dame” dei Daft Punk
di Carlo Pecoraro-
Lo ricordiamo tutti il sound di “Get Lucky”. Era il 17 maggio 2013 e i Daft Punk, dopo aver ultimato l’Alive 2006/2007 Tour, iniziarono a lavorare sul loro nuovo materiale in studio a Parigi. Otto anni dopo l’uscita di “Human After All” il duo francese dà alle stampe “Random Access Memories”. Ed è un successo. Nel disco sbarcano nomi come Nathan East, Omar Hakim, Pharrell Williams, Nile Rodgers. Gente che sposta l’asse sul funky e la band french house, già diventata iconica negli anni Novanta, mette il sigillo. Dietro la nascita della band c’è il portoghese Guillaume Emmanuel Paul de Homem-Christo, meglio conosciuto come Guy Man, discografico e dj, che assieme a Thomas Bangalter firma il progetto musicale made in Francia. Fin qui è storia nota. Il duo domina la scena a cavallo tra la fine degli anni Novanta e il 2000 con un sound che frulla di tutto producendo una musica minimalista ma fortemente orecchiabile. Una dance che paga pegno a quella elettronica modello Kraftwerk ma con le ritmiche pienamente nella marmellata disco-music anni Settanta con una spruzzata, nemmeno tanto nascosta, dei synth-pop che hanno dominato la scena degli anni Ottanta.
Quello che non si conosce, o si conosce poco, è il ruolo di Eric Chédeville, in arte Rico the Wizard. Produttore oscuro che porta con sé la sua maestria nei progetti a cui partecipa, tra questi i Daft Punk. Rico inizia come compositore di musiche per film porno per poi finire dietro la consolle dei Daft Punk al fianco di Guy Man, che accompagnava nella maggior parte delle sue avventure creative.
Al liceo, frequenta il fratello di Dalida, Bruno Gigliotti e si lancia nella produzione di artisti, alcuni dei quali godevano già di una buona reputazione come Frédéric Château. Poi si fa le ossa al fianco di Médéric Nébinger il creatore di alcune label come la Pumpking Records e la Déjà Vous. Insomma, Rico perfeziona il suo lavoro, cresce e diventa un punto di riferimento a Parigi e non solo.
E qui entrano in gioco i Fiori di Cadillac, Parigi e Dissonanze Records, lo studio di registrazione work in progress. Proprio per dare un carattere al suono della nascente label, i ragazzi si mettono alla ricerca di un banco mixer che fosse capace di raccontare una storia e allo stesso tempo, avere quel carattere necessario a rendere la musica prodotta, riconoscibile. La ricerca arriva, per uno strano destino, fino in Francia. Del resto, i Fiori di Cadillac mutuano il loro nome proprio dalla località francese Cadillac Sur Garonne. Lì dove sono sepolti oltre quattromila “fiori rari”, folli senza una identità, abbandonati dalle loro famiglie.
In rete si imbattono in un annuncio pubblicato proprio da Rico the Wizard, che sta vendendo la sua Never Vr, un mixer 24 canali, made in England, classe 1988. Lo acquistano. E come accade per le cose a cui si tiene tanto: “si vanno a prendere”. Inizia così il viaggio alla volta di Parigi, in furgone, per andare a conoscere Rico e portare a Salerno lo storico banco mixer Never Vr. “Per Dissonanze Records – scrivono i Fiori di Cadillac – vogliamo che si costruiscano delle storie con le mani e con i sensi”. E questo è il motivo dell’acquisto ma anche il motivo del viaggio.
All’arrivo a Parigi, dall’incontro con Rico, i Fiori di Cadillac scoprono altri dettagli. Ad esempio, che il banco mixer arrivò a Parigi nel 2008, acquistato da Rico dal Village Studios di Los Angeles, quelli ospitati in un tempio massonico degli anni ’20. Gli studi dove hanno registrato, tra gli altri, gente come Frank Zappa; Ben Harper; John Mayer; Elton John; i Fleetwood Mac. Ma Rico spiega ai ragazzi salernitani che proprio quel banco era servito a Paul McCartney per mixare alcuni suoi lavori. E ancora, che è questa la consolle dove venne perfezionata la collaborazione tra il duo francese e il cantante canadese Abel Makkonen Tesfaye, in arte The Weeknd. In particolare, la title track “Starboy”, uno dei singoli di maggior successo nella storia della musica.
