Un occhio alle elezioni tedesche
di Pierre De Filippo-
Si è votato per il rinnovo del Bundestag, la Camera dei Deputati tedesca. 630 i suoi membri, che vengono eletti con un sistema che è sostanzialmente proporzionale.
Erano, queste, elezioni molto attese: da mesi, AfD, Alternativa per la Germania – partito di chiara ispirazione nazionalista e neonazista – veleggiava verso un ormai non più tanto sorprendente 25%. Tanto più dopo che Elon Musk, il cleptocrate per antonomasia, aveva definito questa combriccola di esaltati “l’unica salvezza per la Germania”.
Non è andata esattamente così.
AfD della leader Alice Weidel si è fermato al 20% ma facendo incetta di voti nella ex Germania dell’Est, quella sovietica, quella povera. Segno che ancora oggi i divari interni rappresentano il principale terreno fertile per il populismo.
Una Germania divisa in due, come è avvenuto per quasi trent’anni, perché a Ovest si sono imposti i cristiano-democratici della CDU del segretario Merz. Un uomo non amatissimo, soprattutto dal più ingombrante tra i predecessori, Angela Merkel. Non dotato di particolare carisma e incline a compromettersi con la destra più estrema, Merz ha vinto le elezioni per assenza di alternative: la Spd di Sholz raccoglie un 16% di aficionados, i Verdi reggono ma perdono rispetto alle ultime elezioni mentre i Liberali – che avevano determinato la fine dell’ultimo governo – rimangono addirittura fuori dal Parlamento.
Così come rimane fuori dal Parlamento il “Partito di Sahra Wagenknecht” – sì, in epoca di frammentazione e personalizzazione succede anche questo – a sinistra dello schieramento politico.
Qualche dato a margine prima di parlare del nuovo governo: abbiamo già detto di una Germania divis a in due, a Ovest i popolari e a Est i populisti. Non è l’unica divisione. I ragazzi votano in maniera sempre più polarizzata: i maschi votano convintamente e massicciamente Alternative fur Deutschland mentre le ragazze Linke, partito di estrema sinistra che raccoglie quasi il 9% dei consensi.
Un mondo spaccato e radicale in un Paese che comunque regge e rimane nel suo alveo storico.
Formare un governo ora sarà semplice?
Pare di sì.
Cdu/Csu e Spd sanno che possono e devono governare insieme, riproponendo quella “Grosse Koalitione” sulla quale la Merkel ha incentrato molto del suo successo politico.
Merz sarà Cancelliere.
Sholz andrà a casa.
La strada è tracciata, occorre solo aspettare le formalità.
Steffen Prößdorf
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