Letizia Battaglia, l’evento a Salerno: “Una vita. Come un cazzotto, come una carezza”
di Sergio Del Vecchio-
Letizia Battaglia – Una vita. Come un cazzotto, come una carezza, questo il titolo dell’evento che l’associazione Tempi Moderni, capitanata da Marco Russo e Maria Paola Cioffi, regala alla città di Salerno per il 2024.
Si tratterà di una mostra diffusa: fatalmente l’esposizione esce dal suo confine naturale, Palazzo Fruscione, che pur resta il corpo centrale, con oltre cento opere esposte, per accendere alcuni dei siti storico-artistici cittadini di maggiore importanza con cui le fotografie di Letizia potranno intessere un dialogo nuovo e rinnovatore.
La Chiesa di San Sebastiano del Monte dei Morti, la Cappella San Ludovico dell’Archivio di Stato, l’ipogeo di San Pietro a Corte, la Cappella di Sant’Anna in San Pietro a Corte, la Corte di Palazzo Pinto, si allargano gli spazi espositivi, il respiro della mostra si fa più ampio, più profondo, anela a diventare il respiro stesso di Salerno. Dopo le mostre di Palazzo Ducale a Genova e delle Terme di Caracalla a Roma, quella di Palazzo Fruscione assume un significato diverso, perché ritorna a Sud, dove il lavoro di Letizia Battaglia respira aria di casa, perché c’è tanta meridionalità nei suoi scatti, in cui spesso sono rappresentati luoghi votati alla resistenza.
Il 5 marzo sarebbe stato il compleanno di Letizia Battaglia, che idealmente avrebbe festeggiato con Pier Paolo Pasolini, indovinata quindi l’idea di convocare la conferenza stampa di presentazione al Teatro Pasolini, dove, dopo i saluti istituzionali del Sindaco Vincenzo Napoli, di Francesco Morra, in rappresentanza della Provincia, di Raffaella Bonaudo per la Soprintendenza e di Fortunata Manzi per l’Archivio di Stato, gli organizzatori hanno illustrato il progetto.
La mostra è curata da Paolo Falcone – uno che la sua “battaglia” l’ha vinta portando l’arte contemporanea a Palermo in spazi inaspettati e in tempi sospetti – in collaborazione con l’Archivio Letizia Battaglia e la Fondazione Falcone per le Arti.
E’ proprio dall’esperienza della sperimentazione che nasce il concept della mostra, “non la tradizionale impaginazione di una mostra di fotografia, ma l’utilizzo di tecniche diverse”, come ad esempio i cavalletti di cristallo, omaggio all’architetta italo-brasiliana Lina Bo Bardi. L’esposizione rappresenta una sintesi efficace del lavoro e della vita (o meglio delle vite) di una delle prime donne fotoreporter italiane, dagli esordi con il periodico goliardico e licenzioso Le Ore a L’Ora (triste e drammatica) di Palermo, in cui i suoi lucidi resoconti degli eventi che insanguinavano l’isola la consegnarono alle cronache come “la fotografa della mafia”. Eppure Letizia Battaglia non è stata soltanto un’eccellente fotografa, è stata una paladina dei diritti, un’attivista politica, con Leoluca Orlando nella “Primavera di Palermo”, una paladina dell’ambiente, un’editrice, ha lottato per i diritti dell’infanzia, ha lavorato negli ospedali psichiatrici, ha lottato contro gli stereotipi di genere.
Marco Russo ha sottolineato l’importanza di “recuperare i luoghi cittadini per valorizzarli e restituirli alla comunità in una veste migliore, in una luce migliore, con uno sguardo diverso”, grazie anche alla collaborazione degli attori istituzionali. L’allestimento, prosegue Russo, è stato “prendere i contenuti di Letizia Battaglia, farli letteralmente volare in aria, renderli leggeri, e quindi poterci viaggiare intorno e poterli ammirare nella loro severità, nel loro atto di rinuncia e nella loro estrema dolcezza, però allo stesso tempo tenerli radicati a terra”.
Alfonso Amendola, protagonista dietro e davanti le quinte dei “Racconti del Contemporaneo”, giunti quest’anno all’ottava edizione, mette in evidenza come “l’ossessione del moderno, questo sguardo verso la contemporaneità” sia l’obiettivo dell’associazione Tempi Moderni.
“Prendere il tema portante del fotografo o della fotografa e farlo esplodere”, questo l’intento degli organizzatori, supportato dalle istituzioni ma anche dalle forze giovani presenti sul territorio, come il Collettivo dei “Morticelli” o il circuito di “Limen”. Pertanto, molteplici saranno i temi che emergeranno durante il percorso della mostra, così come molteplici erano le sfaccettature della personalità di Letizia Battaglia che hanno caratterizzato la sua vita e le sue opere.
L’esposizione sarà visitabile dal 9 marzo al 19 maggio.
